sabato 25 febbraio 2012

Morire è il destino dell'uomo?

Durante l'incessante fluire dei miei pensieri -mia fortuna e mia dannazione- sono arrivato a farmi tante domande e a queste domande talvolta ho trovato delle risposte accettabili.Da quando frequento però l'Università,avendo avuto occasione di studiare e di avere un'alta formazione dal punto di vista scientifico,sono arrivato a chiedermi due cose:-"Posso io comprendere la realtà così per come deve essere nella sua totalità?Qual è il destino dell'uomo?",cercando di trovare una risposta esatta,vera,convincente,che rispetti i canoni della logica e non tergiversando su concetti ed idee disordinate od errate sono arrivato ad una soluzione che lega le risposte a queste due domande e che rappresentano la mia visione della vita.Io credo,voglio credere,nella realtà che mi circonda senza affidarmi ad "èidola" sbagliate e credere nel grande destino dell'uomo:arrivare alla conoscenza dell'ordine totale.Secondo me l'uomo non riesce ad arrivare alla conscenza piena delle cose a causa del pensiero della morte e dell'immensità che lo opprimono.Nulla può morire:sappiamo tutti che l'energia non può essere distrutta,ma che solo si trasforma da una forma all'altra:questa è la morte il passaggio da una forma di energia all'altra.Tale prospettiva è molto rassicurante:pensare di trasformarsi da una cosa all'altra è meglio che pensare di non esistere più.L'uomo come "essere" non dovrebbe nemmeno riferire il proprio pensiero alla "non esistenza".Provate a pensare di non esistere,intensamente,per un attimo,è una sensazione che fa paura:la mente è buia e vuota.Di fatto la paura di ciò non esiste perchè nel momento in cui voi pensate di non esistere formulate comunque un pensiero e quindi esistete così come esiste il vostro pensiero,che,se pur astratto,è frutto di un flusso di informazioni materiali nel sistema nervoso.Essendo l'uomo strettamente legato al concetto di Natura e materia dovrebbe per lui essere impossibile pensare alla morte come non esistenza,come fine di qualcosa o qualcuno.Anche la religione ci parla di "ritorno alla casa del Padre".Per ritorno intendiamo secondo me di qualcosa di poco trascendentale e di molto razionale invece:perchè avvenga tale "traslazione" qualcosa di tangibile deve esistere.Lo spirito dopo la cessazione delle funzioni biologiche del corpo,che ci fornisce solo delle sensazioni,torna a far parte della materia dell'Universo che di per sè segue le leggi della geometria euclidea:esso è piano e si estende all'Infinito nello spazio e nel tempo.Qualcosa di infinito,composto da quantità costanti di massa e di energia non può concepire in sè qualcosa di finito sia dal punto di vista logico che termodinamico e dato che la morte indica nel vocabolario corrente la fine di qualcosa essa non può essere accettata scientificamente.Il parlare di quantità "costanti" di materia ed energia non implica che nell'Universo ci sia una quantità definita di materia che di fatto negherebbe l'Universo geometricamente euclideo,ma anche la stessa parola "quantità" è errata perchè indica qualcosa di finito.Io penso che se riesco a negare logicamente che tutto ciò che è finito non è infinito allora significa che ho almeno la pallida idea di cosa significhi la parola "infinito".La matematica,scienza esatta creata sì dall'uomo per l'uomo è diventata però tramite la fisica un modo di penetrare la realtà che ci circonda e di disvelare il vero segreto dell'Universo,che contemporaneamente è la grande paura dell'uomo:l'illimitato.Il concetto di fine,di limitatezza è relativo per l'uomo.Egli infatti non è altro che un microstato di un grande macrostato che contribuisce ad aumentare l'entropia dell'Universo.L'entropia che è l'indice del grado di disordine di un sistema termodinamico.Però se ci pensiamo bene la termodinamica ci insegna anche che i sistemi tendono ad abbassare la propria energia potenziale e che una condizione di minore energia è la forma più stabile.Perciò l'Universo tanto disordinato tendendo alla massima stabilità che gli è data dalla massima condizione di disordine e di bassa energia,tendendo alla stabilità tende comunque in se ad avere un ordine intrinseco..Col ritorno alla Casa del Padre intendiamo forse il passaggio ad uno stato di energia più stabile.Ciò conferma le famose parole:-"In principio vi era il Caos..." e poi venne l'ordine:il Kòsmos.Personalmente non credo esistano Universi paralleli perchè altrimenti si avrebbe uno scambio tra il nostro Universo ed altri di materia ed energia,come avviene per le cellule dei viventi,le quali scambiando materia ed energia con l'ambiente aumentano l'entropia dell'ambiente ed aumentano il proprio ordine interno.Se gli universi fossero tanti allora significa che il nostro universo potrebbe trarre danno o giovamento a scapito o a favore di un altro universo che racchiude il nostro e che rappresenterebbe "l'ambiente" in cui si inserisce il nostro.E così quello stesso "ambiente" si troverebbe racchiuso in un altro,ma sostenendo la mia tesi di infinito credo di poter affermare senza timore di sbagliare che l'Universo è unico.Se ciò che è infinito è tale allora le parole del Cristo sono sacrosanta verità:la vita eterna esiste.La parola di Dio non è altro che l'invito di un amorevole demiurgo all'ordine di quell'esistenza che l'uomo od altri esseri potrebbero minare ed i vari riti religiosi altro non sono che modi di far ricordare all'uomo dell'esistenza di un ordine ed una realtà di cui Dio è il tutore, ordine che l'uomo non ha diritto e che non ha potere di sconvolgere,ma che gli è stato concesso di comprendere con molta fatica e per questo l'uomo deve ringraziare Dio.Alcuni credono di poter pensare,altri si credono furbi,belli ed intelligenti,altri sono considerati brutti,falliti,inutili e tutti dimentichiamo che è la semplicità che alla fine ci caratterizza tutti.Tutti uguali.Tutti uguali come la cella primitiva che riproduce all'infinito le caratteristiche macroscopiche di un solido cristallino.La semplicità che è l'unica cosa che conta.Infinito:una parola tanto semplice di 9 lettere che esprime un concetto al contempo così complesso.Ma davvero l'uomo non può concepire l'infinito?Non credo,perchè egli è parte infinitesima del'infinito e secondo me arrivera il giorno in cui l'Homo Sapiens sarà così evoluto da comprendere l'infinito di cui fa parte.Questo perchè il buon Dio,ci ha donato la scienza e l'intelletto tra le virtù.Adamo si rese colpevole con Eva di aver mangiato dell'albero della conoscenza e Dio lo scacciò dal Paradiso Terrestre:-"Perchè l'uomo non mangi anche dell'albero della vita e diventi come Noi...".Così è scritto nella Genesi.Ora l'uomo avendo rubato la conoscenza delle cose potrà percepire a pieno la realtà Universale?E se ci riuscirà commetterà peccato?Io non credo che commetterà peccato,ma anzi Dio si compiacerà di una creatura che superiore tra gli esseri dell'Universo e da lui privilegiata sarà riuscita a comprendere il semplice concetto di infinito.Un concetto semplice,semplice come la retta lunga,infinita,dritta,perfetta che assume in sè il significato di ordine a cui deve tendere la vita dell'uomo.E dell'uomo che ne sarà?Quale sarà il suo destino?

Il suo dovere è essere semplice,accettare tutto ciò che esiste-anche perchè egli nè nessun altro può distruggere le cose- adattare il suo carattere ad una funzione d'ordine universale dentro e fuori del suo corpo per salvaguardare il Kòsmos.Ed anche se le ossa degli uomini diverranno polvere essi non avranno nulla da temere perchè l'intelletto è ordine ed è immortale.E quindi:-"Quale sarà il destino dell'uomo?":il suo destino sarà quello di saper vivere da solo nell'eternità perchè nè Dio nè il tempo hanno mai fermato l'uomo,ma anzi giocano sempre e solo a suo vantaggio.Che cos'è quindi la realtà e qual è il destino dell'uomo?

E' l'ordine protetto da Dio e mal compreso da noi.

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