venerdì 2 marzo 2012

Lettera a mio padre

A mio Padre:
Caro papà,
se oggi tu potessi vivere ancora a Castelnuovo credo ti saresti divertito un mondo grazie ai molteplici interessi che hai sempre coltivato nella tua breve vita,grazie ai tuoi amici,ed alle persone che ti sapevano apprezzare.Avrei voluto che tu mi avessi visto crescere e io avrei avuto ancora imparare da te molte cose.E' facile parlare ora,con il solito senno di poi,ma ti assicuro che queste sarebbero state le mie veraci intenzioni.Avrei voluto acquisire i tuoi pregi ed i tuoi difetti.Tutto mi manca di te,la tua voce ferma e possente,il tuo sguardo fermo e allo stesso tempo amorevole che mi faceva sentire protetto dal marcio di questa folle vita,di questo sogno che sto vivendo:voglio che sia un sogno.Ma alla fine i sogni finiscono e urtiamo sempre contro la dura realtà della vita,un urto che ci fa cadere in terra e ci fa sporcare di sangue e di polvere la faccia:io piango,ma tu non ci sei a rialzarmi e l'incubo continua.Ma ormai 22enne mi devo rialzare da solo ed andare avanti,solo come lo sei stato tu da giovane ad affrontare i tuoi problemi e le tue paure.Solo.Ma eri solo per scelta,a causa di quella volontà di combattere che io ho sempre ammirato,quella volontà di non cedere mai e di non gettare mai le armi di fronte a nulla che hai sempre dimostrato.Dicevi sempre che una cosa si può sempre attuare e che i problemi si risolvono sempre e comunque prima o poi.Sognai da piccolo che tu scappavi via da me e io mi svegliai impauritissimo,ti avvicinasti al letto e mi dicesti la cosa più sacra che ho mai udito dalla tua voce:-"A papà tu ea ess' fort' che t' mitt' a chiang' p' nu suonn'?E poi ricordati che le persone non si abbandonano mai tra di loro..."-ed io-"...Veramente?..."-e lui-"Certo,c'è sempre un modo per non restare soli...e poi papà nun t' preoccupà ca nun t' lassa mai!".
Da bambino non capii nulla.Oggi penso ancora a quell'episodio e mi viene addirittura da credere ai sogni premonitori a volte,ma poi torno con i piedi per terra e mi ricordo chi sono,da quale albero vengo.Un albero un pò strano:noi siamo i frutti facenti parte di un albero,frutti che possono scegliere dove collocarsi lungo i rami,e scusa se lo dico in faccia a tutti,io voglio essere il frutto più in alto dell'albero quello che riceve più sole,più energia vitale e che mi renda perfetto.Mi ricordo che sono un uomo,un Venutolo,un castelnovese sopratutto,come tu mi hai insegnato.T'avrei fatto tante di quelle domande in questi 9 anni,da riempire una biblioteca.Quelle domande sono rimaste in me,ma non senza una risposta:la risposta l'ho trovata da solo a quelle domande e non so se questo sia un vantaggio,perchè non ci è dato di conoscere giusto e sbagliato,ma abbiamo l'arroganza di giudicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.Mi sento arrogante a volte.
Avrei voluto suonare con te la chitarra,riempire l'aria con i colori della musica suonata da due cervelli in sintonia tra di loro,quelli di un padre e di un figlio.
Sai che accucchiata che saremmo stati insieme io e te a Castelnuovo?Il solo pensarci mi fa sorridere,e mi provoca una scarica di finto piacere perchè mi immedesimo in un sogno ad occhi aperti.Ma la mente vacilla sotto il peso del sogno perchè poi arriva di nuovo la realtà,e come tutti i bei sogni,anche quello dura poco.
Quei pochi anni di vita passati con te li custodisco come un tesoro te lo voglio dire,perchè non te l'ho mai potuto dire prima,e anche se non è tutto oro quello che luccica,perchè ci sono sia ricordi ed esperienze belli (l'oro) che brutti (le pietre),io da quella luce emanata dall'oro mi faccio illuminare e mi rendo conto che quella luce mi rende sicuro,nuovo,e bello ai miei occhi e forse anche a quelli degli altri.
Ringraziamenti particolari te li porto anche da tutti gli amici di Castelnuovo,dai tuoi nipoti e fratelli che sono qui con me e che credo fanno tesoro delle esperienze passate con te,come dei bei ricordi.Perchè una cosa è certa me lo hai detto sempre pure tu:le ossa diventano polvere ma noi restiamo immortali nella gloria del ricordo.Noi possiamo morire ma il nostro nome verrà ricordato nei secoli.



                                                                         Ciao papà e grazie ancora

Tuo Figlio                                                        R.I.P.






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